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Saona e Catalina, il paradiso caraibico

Aprile 17, 2020 2487 views

Saona, situata nei Mar dei Caraibi è l’isola tropicale per eccellenza. Un sogno, spiagge bianche bagnate da un mare turchese e palme da cocco che oscillano alla brezza tropicale! C’è soltanto il mare sconfinato, l’interminabile orizzonte piatto e l’azzurro del cielo, quasi monotono, che la sfiorano.

Come è iniziato il mio viaggio nel cuore dei Caraibi lo potete leggere qui.

Terminato il check in, sono stata informata che la mattina seguente era disponibile un addetto del tour operator per spiegare cosa offrisse la struttura (Viva Dominicus Beach) e le possibili escursioni da fare. I prezzi variavano dai 40 agli 80 euro ad escursione.

Saona

Colombo ci ha fatto un regalo quando, nel 1494 per proteggersi da un uragano ha scoperto Saona, durante il suo secondo viaggio nell’esplorazione dell’Americhe. Di recente, nel 1975, viene ufficialmente messa sotto protezione dal governo domenicano inserendola nel Parco Nazionale del Este. Saona è in attesa di essere considerata Patrimonio dell’Umanità. L’isola, che fa parte del gruppo delle Antille, è lunga circa 22 km e nella sua parte più estesa è larga 5 km. Non molto distante dal villaggio di Bayahibe, si trova all’estremità sud-orientale della Repubblica Domenicana.

Solitamente le escursioni giornaliere iniziano la mattina presto verso le otto, col motoscafo, partendo direttamente dal molo del resort. Consiglio di prenotare la gita con un po’ di anticipo, dato che rappresenta una delle escursioni più richieste dai turisti.

Nell’arco di mezz’ora, tra musica e alcool, costeggiando il Parco Nazionale dell’Este si arriva in vista della spiaggia di Playa Palmilla, rinomata per le sue piscine naturali. La barca si ferma a circa 400 metri dalla costa, infatti basta scendere in acqua e volendo si può raggiungere a piedi la spiaggia. Le guide la celebrano come la piscina naturale più grande al mondo, nonché la casa di grosse stelle marine, dove è obbligatorio fare il bagno!

L’acqua cristallina e trasparente, profonda meno di un metro, mi faceva distinguere ogni conchiglia e stella marina, sul fondo color turchese.

La sosta dura più o meno un’oretta, tra continui brindisi di rum e coca cola, direttamente a bagno nell’acqua dai colori incredibili, in un’atmosfera di festa spensierata.

Arrivati a un’altra spiaggia dell’isola, una distesa di sabbia e palme che emergono pochi centimetri dal mare azzurro, ti fanno pranzare sotto le capanne in un ricco buffer a base di riso, pesce, crostacei e frutta.

Una volta sazio, puoi riposare sulla spiaggia lunghissima dalla sabbia bianca o prendere il sole dalla luce stupenda che si intravede tra alberi di cocco continuando la propria giornata di felicità.

Saona, quasi interamente disabitata, non ha alberghi e l’unico paesello è Mano Juan, dove i 450 nativi vivono di turismo, vendono souvenir per integrare le magre entrate della pesca.  Non è altro che un grazioso villaggio di pescatori, con case in legno color pastello, dove risiedono la maggior parte di essi. Qui troverai la spiaggia più estesa dell’isola. E’ possibile vedere, durante le immersioni subacquee, le numerose e coloratissime specie acquatiche.

Catalina

Un’altra escursione giornaliera assolutamente da fare è sull’isola di Catalina. L’isoletta corallina, anch’essa facente parte delle Antille, è formata da 3 altipiani sovrapposti il cui punto più alto è a meno di 20 metri sopra il livello del mare. Ha una superficie di circa 10 km quadrati e si trova a soli 2 km dalla costa sud-orientale della Repubblica Dominicana.

E’ più piccola e tranquilla di Saona, si ha la possibilità di girarla interamente e non solo, è la meta ideale e molto attrezzata, per chi ama gli sport acquatici come lo snorkeling e le immersioni, per la sua barriera corallina ricca di pesci. La spiaggia è equipaggiata di lettini e ombrelloni pronti ad accogliere i turisti.

Appena arrivata sull’isola, ho notato che le acque azzurre della baia erano affollate da molte barche di escursionisti. Facendoti una passeggiata nell’entroterra dell’isola riesci a trovare spazi di estrema tranquillità.

L’isola è completamente disabitata, un paradiso incontaminato dove puoi passare una giornata sotto un sole cocente ed accecante.

Come Saona, anche Catalina fa parte del Parco Nazionale del Este e per questo motivo in alcune parti è vietato ancorare o addirittura passarci in barca. Tipiche spiagge caraibiche, cielo senza nuvole, sabbia bianca, palme e acqua color turchese.

Ma cosa vuoi di più?

Andate di persona e giudicate voi stessi, appena sarà possibile, che magnifico paesaggio vi ho raccontato in queste poche righe!

#NONVEDOLORACHEFINISCALACLAUSURA per saltare sul primo volo verso un posto nuovo!

Ina Talpa
Ciao! Mi chiamo Ina e mi definisco una coltivatrice di viaggi, curiosa per vocazione, amante della natura, dell'oceano e della sua vita sommersa, del cibo e delle persone.

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